lunedì 8 ottobre 2018

GRANDE SPETTACOLO CON TUTTE LE ARTI. STARDUST OPERAMA


Dopo la prematura scomparsa del direttore artistico degli Stardust Studios, Emanuele Contreras, grazie al meraviglioso lavoro del nuovo team di ballo, recitazione, musica e canto, Stardust è risorto dalle sue ceneri come la fenice.

La grande ambizione era quella di vedere avvicendarsi sul palco la poesia e la musica, il canto, il cinema, la danza e la recitazione. Grazie all'incontro di validi artisti in ogni campo, lo spettacolo Operama ha preso forma e si è realizzato generando un connubio di grandi emozioni.

La scelta delle musiche è stata molto impegnativa. Forte del mio ultimo lavoro saggistico, in cui indago attraverso il cinema i mattoncini sonori di cui sono fatte le nostre emozioni, ho scelto le musiche in modo che il linguaggio universale per eccellenza, avvalorasse la narrazione e la descrizione; a volte ho composto brevi brani originali per la prosa di Alda Merini dedicata alla nostra città e magistralmente interpretata dal giovane attore Lorenzo Alfieri.
In alcuni casi, la musica diventa citazione umoristica e molto gustosa. Come il celebre tema del film 8 e mezzo felliniano che sonorizza come meglio non potrebbe fare la parte di Ratanat.

La voce del cinema giunge come un sogno. Il pubblico è immerso in un contesto onirico in cui la voce della divina soprano Monika Lukacs porta gli ascoltatori tra i teatri operistici e le immense cascate del Sud America, dalla Sicilia di "Nuovo cinema Paradiso" al selvaggio West.
Le coreografie dei giovani ballerini Chiara Parolin e Giacomo Catalano sono fuoco liquido, mentre danzano la metafora della vita che i testi delle canzoni suggeriscono: dal mondo felino di Cats al volo della Fenice, dall'oceano gelido in cui affonda il Titanic, allo stato di Grazia, Amazing Grace.
Non dimentichiamo che le attrezzature erano proprio quelle degli spettacoli del Contreras, sapientemente gestite dal fonico Davide Ferro.
Ringraziamo per la magnifica opportunità Andrea Musumeci, direttore della Casa della Danza e della Musica che ha sempre creduto in noi e nel nostro lavoro.





sabato 31 marzo 2018

Rinascita

Nella vita si può risorgere, ma solo se prima si abbraccia la Croce.
Buona Pasqua a tutti, buona Rinascita a tutti.

giovedì 8 marzo 2018

CONCERTO PER LA RICERCA SUL CANCRO






Il 23 Marzo alle ore 19.30
presso la Casa della Danza e della Musica
in via Roma s.n.c.
a Basiglio
si terrà un grande concerto a favore della ricerca sul cancro e in onore di Emanuele Contreras.
Direttore artistico: Andrea Musumeci.


Credo fermamente nella ricerca e nella parte buona dell'Umanità che generano Bene e Progresso reali.

Emanuele, e tanti come questo artista meraviglioso, non saranno morti invano.

Artisti stupendi ci regaleranno emozioni in musica e poesia per omaggiare Emanuele e per sostenere la ricerca sul sarcoma Gist, una forma di tumore molto meno rara di quanto si pensi.

Interverrà il primario dell'Istituto, Dottor Paolo G. Casali.

Vi aspettiamo numerosi!

A fine evento, la Casa della Danza e della Musica offrirà un magnfico rinfresco.

Per tutti coloro che non potranno esserci ma che credono nella ricerca, è possibile fare una donazione direttamente sul conto corrente:

Fondazione IRCCS “ISTITUTO NAZIONALE TUMORI”

S.C. Oncologia medica 2 - Tumori mesenchimali dell’adulto e Tumori rari

codice identificativo: O/12/OTM


Responsabile dott. Paolo G. Casali

Causale: Ricerca clinico – scientifica sui GIST

BANCA POPOLARE DI SONDRIO
Ag. 21 Politecnico – Via Edoardo Bonardi 4

20133 Milano

Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori
IBAN: IT15C05696 01620 000002001X82


C/C N. 000002001X82
ABI: 05696
CAB: 01620
CIN: C

SWIFT POSO IT22

Grazie a tutti di cuore.
Mariangela Ungaro & Emanuele Contreras





Festa della donna

Oggi a Milano splende il sole: mi piace pensare che l'Uomo per me più importante mi abbia regalato un' immensa mimosa.

Ma oggi troppe poche donne hanno da festeggiare... Finché ce ne sarà anche una sola umiliata, infibulata,  stuprata, uccisa, sarà il giorno della riflessione,  del ricordo, del pianto.

Nella foto,  il dono di mia figlia Laura: grazie angelo mio.

mercoledì 31 gennaio 2018

Presentazioni ufficiali di Cinema D'Ascolto




Perché la musica è un linguaggio universale? Come fa ad esserlo? Una pace è davvero possibile se tutti conosciamo -per giunta a priori- lo stesso codice?


CINEMA D'ASCOLTO VI ASPETTA IL 16 E IL 17 FEBBRAIO 
PER LE ATTESISSIME PRESENTAZIONI 
A MILANO.


16 FEBBRAIO 2018
ORE 18
CHIAMAMILANO
VIA LAGHETTO, 2
MILANO


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17 FEBBRAIO 2018
ORE 18
MAGAZZINI MUSICALI
VIA SOAVE,3
MILANO



Cinema d'ascolto è un viaggio intorno al mondo attraverso le sonorità del cinema.
Un'indagine approfondita del mondo sonoro di ogni popolo della terra e di ogni singolo individuo. 
Un libro che racconta l'uguaglianza nell'infinita pluralità.



link: le ragioni del progetto

Link con tutto il lavoro diviso in 5 volumi.

sabato 23 dicembre 2017

IL NATALE tra musica e cinema



Credo sia giusto che CINEMA D'ASCOLTO rifletta minimamente sulle colonne sonore dei film associati a certe stagioni o festività dell'anno. I film di Natale sono sicuramente i cinepanettoni vari - con buona pace di Confucio che per l'ennesima volta ci ha preso dopo seimila anni- ma si aggiungono degli oramai "evergreen "del grande schermo come "Una poltrona per due" -anche citata nell'ultimo girato di casa Surace, per il capitolo "i tradizionalisti" . Ditemi se sbaglio, ma è la sinfonia italiana di Mozart a fare da fil rouge?
Indimenticabile "E.T. " di Spielberg con le musiche -ovviamente- di Williams.
Il tema musicale con i ribattuti di legni rendono così perfetta la scena del volo delle biciclette e tutti quegli ottoni e percussioni sui temi epici...e il flauto sovrano simbolo dell'infanzia e forse della buona fede, della speranza, dei sogni. E.T. l'extra-terrestre è un film di fantascienza del 1982 diretto da Steven Spielberg.
Distribuito dalla Universal Pictures, E.T. divenne un successo al botteghino, sorpassando, all'epoca, Guerre stellari come film che ha incassato di più nella storia del cinema.
Il film è uscito l'11 giugno 1982 negli Stati Uniti d'America. Fu ri-distribuito nel 1985, e nel 2002, con l'aggiunta di nuove scene ed effetti speciali migliorati. La pellicola affronta temi cari al regista, come quello della crescita, del rispetto e della tolleranza. Spielberg crede che E.T. rappresenti tutto il suo lavoro.
Per il regista, E.T. aprì la strada a un nuovo genere di film: pellicole più personali, incentrate sulle emozioni e sulle condizioni umane dei protagonisti, come Il colore viola, Schindler's List e Amistad.
Nel 1994 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Pochi sanno che il film era assolutamente autobiografico: dopo il divorzio dei suoi genitori nel 1960 Spielberg colmò il vuoto causato dall'avvenimento con un alieno immaginario che gli facesse compagnia.
Alcune curiosità: I dottori che lavoravano presso il centro medico dell'Università del sud California vennero reclutati da Spielberg per interpretare i dottori che cercavano di salvare la vita di E.T., in quanto il regista desiderava il massimo senso di realtà e naturalezza possibili.
Non a caso, il regista, per la prima volta nella sua carriera, non ha utilizzato uno storyboard per la maggior parte del film, così da permettere una maggiore spontaneità nelle performance. I tre protagonisti bambini vennero inoltre incoraggiati a improvvisare, inventando dialoghi o singole frasi. La battuta di Gertie, "Non mi piacciono i suoi piedi", quando vede E.T. per la prima volta fu improvvisata da Drew Barrymore, così come l'intera scena tra l'alieno ed Elliott, dove quest'ultimo mostra i suoi giocattoli. Per la scena di Halloween, i ragazzi si presentarono sul set già vestiti con i costumi. Spielberg ricambiò lo scherzo, dirigendo per l'intera giornata vestito da maestra.
Il supervisore agli effetti speciali Dennis Muren vinse l'Oscar per i migliori effetti speciali.
La musica è di J. Williams, ormai collaboratore abituale di Spielberg; pur potendo lavorare solo e sempre su girati provvisori, senza sonoro né effetti speciali, e dovendo creare una composizione che rendesse simpatico un essere all'apparenza brutto come E.T., sue testuali parole, la colonna sonora è eccellente: Williams vinse l’oscar per il suo lavoro (il quarto della sua carriera) e la musica di E.T. può considerarsi entrata nell’immaginario collettivo. La canta perfino mia figlia quando va in bicicletta.
Consiglio l’ascolto della scena del volo delle biciclette, che per me è la scena madre del film: il tema agli archi si avvale di corni e legni di sostegno al volo, che suonano con ribattuti leggeri ravvicinati e veloci; vi sono punti di luce con percussioni perchè è un mondo di bambini; i temi sono palleggiati tra legni e ottoni; notevole il contrappunto presente in tutto il brano e anche nelle altre scene.
Da notare come, verso la fine, in concomitanza con la partenza di E.T., il tema fantasy, concitato e fanciullesco, diventi glorioso, epico, pieno di ottoni e percussioni su pedale in tremolo degli archi fissi in adorazione o per lo stupore, tra le luci abbaglianti, la vista degli alieni sotto gli sguardi attoniti: le imitazioni del tema inspessiscono il tessuto tra wind chimes e arpe che creano un crescendo fino all’alternanza tipica V-I delle caldaie dei timpani come si addice ai migliori finali epici orchestrali.

Un altro film eccezionale è " la storia infinita" con i suoi temi ricorrenti alla maniera wagneriana. Credo si aggiungerà presto ai palinsesti, la trilogia de "Il signore degli anelli" anche qui il compositore , Howard Shore, enuncia tutta l'enciclopedia dell'orchestrazione e del coro post wagneriana.
Molti i film associati al Natale, tutti dediti ai buoni sentimenti, dal drammatico alla commedia, spesso si svolgono proprio in un contesto natalizio.
Dovessero dare "The family man" non perdetevi proprio all'inizio un esilarante Live di Nicholas Cage, che canta "La donna è mobile" dal Rigoletto verdiano.
(....) 
Vi dicevo, nelle pellicole designate come natalizie, i colori, i suoni, i personaggi, sono gli stessi. Nel momento in cui l'uomo ha dato dei simboli a date azioni o sentimenti che prova, sono nati i simboli e quindi i suoni.
Nelle pellicole natalizie non possono quindi mancare le piccole, luminose percussioni, l'oboe, per tradizione, la zampogna, una fisarmonica e magari un violino infreddolito.
Suoni che ci immergono immediatamente e ugualmente nella stessa dimensione temporale. Come se la musica, in un solo modo riconosciuto da tutti allo stesso modo, ci negasse le categorie di spazio e tempo e fosse il vero spirito del Natale che ci fa svolazzare tra le nuvole.
(...)
Sempre a Natale ci vengono proposti i - sempre i stess'- classici film sulla natività. In quelle pellicole il coro è un po' più preponderante , le voci sono associate a quelle degli angeli, che cantano la gloria del Signore.

(...)